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La Borsa dice no a Veneto Banca

Veneto-Banca

Scegliere il giorno del Brexit per il debutto in borsa non è stata una idea molto felice, anche se l’esito molto probabilmente non sarebbe stato diverso visto come era andato il premarketing delle azioni.

Sta di fatto che non vi sarà lo sbarco in Piazza Affari per l’istituto di credito di Montebelluna in quanto l’aumento di capitale di Veneto Banca da 1 miliardo di euro, è stato disertato dai piccoli azionisti defraudati, con gli attuali soci che hanno sottoscritto appena il 2,22% del totale, pari a 22,2 milioni di euro, con il controvalore delle azioni non sottoscritte e rimaste inoptate pari a 977,7 milioni.

Il consiglio di amministrazione che si è riunito ieri, visto il totale disinteresse del mercato per il collocamento, non ha potuto far altro che fissare il prezzo delle azioni alla quota più bassa della famigerata forchetta 10-50 centesimi: sarà proprio a un decimo di euro che il fondo Atlante si porterà a casa le azioni che fino a qualche mese fa ne valevano oltre quaranta.

Nel caso di Veneto Banca le perdite al 99% per chi ha acquistato il titolo a 14 euro, nel 1997, mentre per chi ha acquistato le azioni nel 2012, quando il titolo era ai massimi a 40,75 euro per azione, la perdita sarà addirittura del 99,75%.

Un tragedia che non colpisce solo il Veneto ma anche la Puglia con i suoi 88000 azionisti che per tramite di Banca Apulia hanno acquistato le famigerate azioni che come è noto oggi valgono dai 10 ai cinquanta centesimi l”una.

Per tutelare gli azionisti purtroppo non è ammissibile la class action, strumento ancora troppo farraginoso nel sistema italiano, ma occorre procedere con azioni giudiziarie singole.

Ricordiamo che per potere procedere è assolutamente necessario avere tutta la documentazione sottoscritta al momento dell’investimento e che richiederne una copia in banca è assolutamente gratuito.

Dalla documentazione che stiamo valutando dei numerosi consumatori che si stanno rivolgendo al nostro sportello, possiamo dire che chi ha acquistato le azioni di Veneto Banca prima del 2014 ha ottime possibilità di potere recuperare il capitale perduto.

Per chi ha comprato le azioni fra il 2013 ed il 2015 occorre invece approfondire e studiare i singoli casi, sulla scorta della documentazione.

V’è poi il caso di chi è stato indotto all’acquisto delle azioni per avere il beneficio di un mutuo o di un finanziamento o di un fido. Su questa pratica commerciale scorretta sta indagando la Consob.

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